OVERA Divergenze Condivise

Gli Overa (il nome è in minuscolo e significa germoglio) è una band pistoiese nata nel 1983. La
formazione originale annoverava Gianluca Barontini (chitarra e voce), Stefano Nerozzi (chitarra),
Alessandro Pacini (batteria) e Andrea Signorini (basso). All’inizio si chiamavano Without Name e

 

solo nel 1991 cambiarono il nome in Overa. Il primo album intitolato Rotolacampo esce nel 1995,
seguito nel 1999 dall’album Per L’Intanto, tutti e due pubblicati dall’etichetta Stage Studio.
Seguono tre album tutti autoprodotti Risonanze Morfiche (2002), Comico Alla Macchina Del
Tempo (2003) e Contrappesi (2011). Nel 2015 Barontini va via e il gruppo entra in ibernazione per
una pausa di riflessione fino al 2019, quando al gruppo si aggiunge Paolo Ferro (voce). Nello stesso
anno viene pubblicato il nuovo album E Io Dov’Ero pubblicato da Il Popolo Del Blues, Alternate
Takes e Audioglobe che vede il gruppo abbandonare le sonorità rock lasciando spazio a testi più

intimisti e a suoni più puliti e rarefatti a metà strada fra il folk, il cantautorato e un approccio

più manierato e lussureggiante. Nel 2021 esce per il Popolo Del Blues/Audioglobe l’album
Dettagli. In questi anni il gruppo collabora con Paolo Benvegnù e Alessandro Fiori. Notevole anche
la collaborazione con John Vignola per Raio 2 Social Club. Negli stessi anni il gruppo partecipa al
Pistoia Blues, al Mengofest di Arezzo e al Festival Delle Colline. In questo periodo il gruppo
comincia ad usare strumenti popolari come il flicorno, l’organetto diatonico e la chitarra battente
ed inserendo nella line-up Pasquale Scalzi (flicorno, organetto diatonico). La collaborazione col
produttore Gabriele Gai (ex Minox, Dubital, Vinylistic) spinge il gruppo verso influenze
elettroniche. Con questo bagaglio il gruppo entra in studio per registrare il nuovo album che esce il
4 novembre 2025 per l’Audioglobe col titolo Divergenze Condivise. Gli elementi principali del

sound degli Overa sono fondamentalmente il folk rock, il prog rock e l’elettronica. Le loro armonie
cristalline, minimali cariche di emozioni represse fondono il folk colto e swingante di John
Renbourn e il classicismo formale dei Genesis con l’uso dell’elettronica come trucco di produzione,
capace di nascondere o minimizzare quello che è a tutti gli effetti un soft-pop costruito
artificialmente. Non tanto casualmente l’uso di elementi elettronici è spesso posto all’inizio della
canzone oppure si limita ad aggirarsi come un drone durante l’evoluzione del brano; e infatti i
brani che mettono l’elettronica in primo piano soltanto due sui 9 complessivi: la dance di Tutto
Cade e il pop meccanico di La Luna Sopra Di Me alla Kraftwerk. Gli altri brani sono per lo più

permeati di un folk cantautorale ambientato in un mondo fatato e situato in un regno di estasi

psichedelica e metafisica accoppiato ad un prog-rock lieve e policromo dominato da delicate

Textures chitarristiche e dall’uso in sordina di strumenti atipici (il flicorno e l’organetto diatonico, appunto, e la chitarra battente). I brani manifesto di questa prassi sono i folk-prog di Ad Un Passo Da Me suonato in punta di piedi, Erbe Selvatiche con tracce di blues e world music, Pioggia Calma
anch’essa intrisa di world music, l’alt-pop etereo di Metaverso e soprattutto il gioiellino di Spalle Coperte che può vantare un lambiccato assolo di flicorno prima di tramutarsi in un furibondo Boogie elettronico. L’evoluzione di questo paradigma sono i due brani più atipici, sperimentali e Insieme più pop del mazzo ovvero i due trip hop di Contare Sulla Distanza e Cerco Lacrime.
Divergenze Condivise trasforma il folk rock atmosferico in un’esperienza sovraccarica di informazioni dove le evoluzioni melodiche più deformanti date dall’uso dell’elettronica sono la cornice per le progressioni trascendenti e i trepidi tintinnii della chitarra che sembrano voler cullare le loro storie per l’eternità. I testi intimisti (e cantati come di consueto in italiano) aggiungono un tocco di pathos e di lirismo all’intera operazione. Solo nel formato CD sono presenti

, come bonus track, due remix dei brani Polvere e Se Fosse Noi, con la voce di Paolo Benvegnù, a cui è

dedicato l’intero album. La produzione è di Gabriele Gai

di Alfredo Cristallo

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