Andrea Ciolino è un cantautore lucchese (è nato nel 1993) la cui ricerca artistica si muove tra
atmosfere visionarie, sonorità psichedeliche, tensioni teatrali e immaginari notturni. Ha
collaborato attivamente con il Lucca Underground Festival, punto di riferimento della scena
underground lucchese e fa parte dei CRP il Collettivo Rivoluzionario Protosonico con cui ha
pubblicato due LP Beati Voi e Al Diavolo! (ambedue recensiti in questa rubrica). Viso Blu
pubblicato il 14 Novembre 2025 è la sua prima prova solista. Le tematiche affrontate dalle liriche è
un’esplorazione di esperienze introspettive, spiriti, demoni, dimensioni parallele, vite passate e
visioni di un futuro apocalittico. Ciolino ha tentato di fondere vecchie cose e nuove ispirandosi alla
metafisica di De Chirico.
Il demone a cui fa riferimento Ciolino è infatti inteso nel senso della filosofia greca ovvero la parte più autentica del sé, espressione del desiderio di libertà, delle mancanze che vorremmo dimenticare, della fuga dalle regole sociali stabilite da pochi.
Parallelamente dal punto di vista del sound, il programma di Ciolino introduce l’idea di una musica in cui i brani partono normalmente da un intro che saccheggia il dark punk degli ultimi 40 anni
(Siouxsie And The Banshees, Bauhaus, Danse Society, Stranglers, Breathless, Fever Ray, Aurora
Sutra, Eden, Brendan Perry, Pinhdar, Ritual Howls) e si muovono fra psicologia e metafisica,
poggiando su incalzanti progressioni allucinogene (i dark pop di Dimmi Tu con scampanellii di
chitarra blues, Al Confine con assolo finale alla Ritchie Blackmore, Amorevole Notte con echi dei
Litfiba), luccicanti tessuti strumentali, parti vocali con costanti riferimenti al buio, al nulla,
all’angoscia esistenziale rese però non con ansia nevrotica ma semmai con un tono inerte,
imperturbabile come se Ciolino osservasse su uno scoglio la tempesta marina che si avvicina
ineluttabilmente: è proprio questo tono ipnotico a evolvere la sua personale versione di slowcore
in una forma strutturalmente più ragionata e concettuale che assorbe tutte le suggestioni
dell’austerità classica. Completano il quadro gli arrangiamenti raffinati che stendono un ponte
ideale fra dark punk residuale, psichedelia e cantautorato d’eccellenza (i testi sono surreali ma
semanticamente densissimi). Da questo programma discendono i synth pop anni Ottanta di
L’Oblio e della title-track che sono stati i due primi singoli estratti dall’album, i cerimoniali alla
Doors di Occhio Di Venere e Perduta Lacrima (che è fondamentalmente un blues selvaggio), gli
impenetrabili paesaggi interiori di Appaiono A Noi (una litania oscura che si apre a un blues più
luminoso e solare), e l’elegia immota di La Nostra Terra alla Mazzy Star. Impressionista ed emotivo
lo stile di Ciolino ricicla permanentemente il tema della canzone deviante (simbolista, decadente e
pessimista) abbellendola con un’indubbia raffinatezza negli arrangiamenti. Accanto a Ciolino (voce
e chitarra), suonano Filippo Guerreri (tastiere e co-produttore con Ciolino), Marco Bachi (basso e
contrabbasso, Piero Perelli (batteria e percussioni). Collaborano Gianmarco Caselli (synth in La
Nostra Terra) e Fabio Lurci (chitarra solista in Appaiono A Noi).
di Alfredo Cristallo

