LA DAMA SUL TORO [ATTO II]

 

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Atefilos esitò alcuni minuti prima di chiudere la cartella. Ripercorse mentalmente la scena, ma non riusciva a individuare in quale Luogo dello Schedario Mentale fosse avvenuta la conversazione con Franz.

Più si sforzava di ricostruire la Mappa, più le connessioni con gli Spazi Radiali si dissolvevano, come se venissero cancellate da sé… oppure l’intero Luogo era stato sovrascritto da una Memoria più grande? Tentò allora di riporre la cartella nello schedario, ma invano: sembrava che il documento cercasse un Luogo anteriore al 2018.

«Che cosa si era sovrapposto in quel Luogo… e perché proprio ora?» Ma la risposta non veniva perché la cercava in superficie. Poi, alzò lo sguardo verso l’orologio a pendolo. I suoi rintocchi regolari lo immersero in una quiete profonda, conducendolo verso le profondità sussurranti al di fuori di Sé. Contò Quattro oscillazioni, poi Tre… infine Due. Proprio allora, le lancette indicavano le – Tredici e Quattordici –. Si ridestò dall’incanto e gridò, euforico: «Europa! Ecco perché…». Non riusciva a collocare la cartella del caso “Franz”: A partire dal 2015, lo spazio-tempo ordinario cominciò a distendersi e contrarsi, generando una rapida sequenza di eventi sincronizzati. In quel flusso fecero ingresso Tre Manifestazioni Eteree e, con esse, Atefilos riuscì ad aprire le porte del Tribunale dei Dèi. E alla fine del 2019, la Materia Ordinaria si distese e si contrasse ancora una volta, per liberarlo dall’enorme sforzo medianico.

Nota:

“Nel dicembre del 2019, una serie di scosse sismiche nel Mugello, presso Firenze, interruppero per diverse ore la normale circolazione ferroviaria sulla linea Bologna-Firenze. Un dettaglio banale, forse. O forse no.”

Chiuse lo schedario e si avvicinò al finestrone. Scostò la tenda e vide nella nebbia delinearsi i profili dei soliti edifici squallidi e sbilenchi… come di consuetudine, nei vicoli sottostanti, alcuni passanti si disponevano in colonne di quattro, fondendosi con altre file identiche, fino a formare lunghe processioni che fendevano la nebbia nel più assoluto silenzio. Nel punto d’incontro tra via Basilio e via Teofilo — là dove la nebbia sembrava più densa — tutte le botteghe erano aperte e traboccanti di mercanzie.

Atefilos strinse lo sguardo. Il paesaggio pareva familiare, e non per via dell’abitudine.

«Questo luogo… l’ho già visto. Ma dove? Forse nella Città Celeste dalle Dodici Porte? O nella Città Immortale adagiata sulle rive dei fiumi Oñar i Ter?» Oppure stava osservando la memoria di un Disegno senza cornice… tornare a galla?

Si voltò lentamente. Sulla scrivania, accanto alla cartella di Franz, c’era un foglio sgualcito con dei tratti a matita marcati con decisione. Da un Punto di Fuga ed una linea orizzontale chiara, si districavano dei Grovigli Prospettici per andare a formare gli edifici squallidi e sbilenchi, identici a quelli dentro la cornice del finestrone…

Si ricordò le ultime parole di Franz e si chiese, se anche lui – Atefilos – fosse solo una nota a margine in una cartella più grande, di qualcun altro.

 

Francesco Matteoli

[ATTO I]

One comment to “LA DAMA SUL TORO [ATTO II]”
One comment to “LA DAMA SUL TORO [ATTO II]”
  1. Qui, nell’atto secondo, si entra dentro il mistero stesso dell’ esistenza e dell’ autenticità di un Creatore, della consistenza della coscienza e della pretesa libertà di essere dell’ individuo.
    Affascinante e ancora più smarrente…
    Uno scritto insolito, mistico e metafisico, magico ed inquietante.

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