

Aner Andros (nominativo e genitivo della parola greca Aner che significa uomo) è il nome d’arte di Andrea Romanazzo, bassista, contrabbassista, tastierista, compositore, liutaio, ricercatore spirituale e operatore di sound healing. Il suo rapporto con la musica inizia a 5 anni quando si avvicina all’organo elettrico. A otto anni studia pianoforte classico e a 10 la chitarra. Forma la sua prima band a 14 anni dove suona le tastiere, passando al basso data la cronica mancanza di
persone che ricoprano quel ruolo. A 16 anni inizia a studiare il contrabbasso classico e intorno ai 18 anni si avvicina a paesaggi strumentali che vanno dal progressive alla fusion suonando in vari gruppi underground della sua città. In seguito intraprende seriamente lo studio del jazz e del
contrabbasso classico ottenendo la laurea in jazz presso il S. Cecilia di Roma. La sua carriera lo ha portato a suonare in diversi ambiti dal jazz al rock, da turnista di studio nella musica leggera ai tour, fino a programmi televisivi con artisti nazionali e internazionali anche nell’ambito del jazz e
della didattica jazzistica. A 23 anni AA (Aner Andros) inizia a praticare yoga e meditazione.
Attraverso la vibrazione dell’OM e il suono delle campane tibetane, scopre il potere profondo del suono come strumento di equilibrio, consapevolezza e trasformazione interiore. Attraverso la pratica della meditazione, del Reiki e della cristalloterapia inizia ad esplorare le energie dei 7 chakra (i vortici di energia che collegano il corpo fisico al nostro campo energetico e sono correlati ad ogni aspetto del nostro essere). Nel 2016 incontra in modo più profondo il sound healing concependo la pratica compositiva musicale come mezzo di guarigione. Partendo da questa esperienza, Aner Andros pubblica, il 15 giugno 2026, il concept album The Chakra Symphony per la Blue Seal Records. Lo stile musicale adottato nelle varie stazioni dell’album presenta una musica
circolare impegnata a creare una pacata atmosfera di magica nostalgia infarcita dell’utilizzo di strumenti disparati ed esotici, di vortici elettronici lenti e soffici, tempestata da accordi cosmici che alternano cori tenebrosi a progressioni celestiali. La musica di AA ha la capacità di fluttuare creando flussi sonori che si muovono senza seguire un tempo o creare una storia. AA ha sposato l’approccio trance della musica d’avanguardia, utilizzando le proprietà cromatiche per caricare ogni suono con ogni sorta di significato spirituale e metafisico: la sua musica è un soliloquio intelligente elevata a condizione maestosa e messa a disposizione di tutti sottolineandone le proprietà curative attraverso la“colorazione“di un’atmosfera. I brani si susseguono ognuno
appropriandosi di uno stile musicale ben definito che non viene quasi mai ripetuto in un altro brano dell’album. Si parte dalla suite etnica per didjeridoo, propulsioni orientali, om trascendentali e percussioni orizzontali di Mulahdara, passando alla suite impressionista dal tono pastorale con
xilofoni orientaleggianti e coda jazz-pop di Swadisthana, al folk autunnale di Manipura, alla sonata per piano e voce di Anahata, agli ambient astratti di Vishudda e Ajna, al bordone per synth, percussioni minimali e vento elettronico di Sahasrara. Si chiude con la delicata sonata per piano
alla Satie di A New World. La trance psichedelica e mistica si amplia in una trance più immane, più universale e più sovrumana. Una pletora di strumenti viene usata e calcolata subdolamente per ottenere il massimo effetto crogiolandosi nella contemplazione di visioni astratte, in sculture sonore che sono più timbriche che narrative. Accanto ad AA (basso fretless, voce solista maschile, cori, arpa tubolare, percussioni, tastiere, campane tubolari e di cristallo) suonano Gaia Possenti (piano e voce), Jacopo Barbato (chitarre e voce), Chiara Santoro (arpa sinfonica), Marina De Sanctis (voce solista femminile, cori) Eva Sarzi Puttini (gong, percussioni, campane e voce), Ambrogio Feudi (didjeridoo, percussioni, Andy Bartolucci (batteria, percussioni e voce), Santo Tringali (cori). La musica di AA si inserisce in un filone musicale vario e composito che lambisce esperienze cha spaziano dall’underground tedesco degli anni Settanta (Ash Ra Tempel, Peter Wegmuller, Dom, Kalachakra), agli anni Ottanta (i lavori ambient di Brian Eno, i lavori astratti degli ultimi Talk Talk, i Cocteau Twins di VictoriaLand, e il Peter Gabriel di Passion) fino ai lavori di artistim contemporanei come Amanda Mur, Daniela Khairos, Daniela Pes, Disiniblud, Kuunatic, More Eaze/Claire Rousay, C’mon Tigre, Govinda, Mai Mai Mai, Roberto Mares/Alessandro Sgarito.
di Alfredo Cristallo
