Per la prima volta, Micsugliando seguirà passo dopo passo la nascita e l’evoluzione di un progetto musicale, raccontandone il percorso creativo mentre prende forma. Protagonista di questo viaggio sarà NON SUONO Maicol Clacson, con un appuntamento mensile dedicato ad analizzare i testi, svelare i retroscena del cantiere artistico e documentare, in tempo reale, l’evoluzione di uno dei progetti più originali e senza filtri della scena romana (e non solo).
Ogni trenta giorni, in parallelo con le uscite ufficiali sulle piattaforme di streaming, torneremo qui per seguire da vicino ogni nuova tappa di questa avventura. Non solo musica da ascoltare, ma un processo creativo da scoprire in divenire.Tra cantautorato, ironia dissacrante e caschetti gialli, il progetto di Mario Zocchi trasforma la periferia in un racconto musicale a puntate. Il primo mattone si chiama «RAMBO».
Se siete quindi alla ricerca di sonorità capaci di unire l’anima verace della periferia romana a un immaginario contemporaneo, c’è un nome da tenere d’occhio: NON SUONO Maicol Clacson, progetto artistico e alter ego del cantautore Mario Zocchi, nato e cresciuto nell’orbita di Pomezia. Il suo è un viaggio nell’urban-folk delle borgate romane, dove il cantautorato incontra la spinta del folk moderno e la vita quotidiana diventa materia da raccontare, cantare e, quando serve, prendere in giro.
Più che una band costruita attorno a un genere preciso, NON SUONO Maicol Clacson si presenta come un cantiere musicale aperto: un progetto in evoluzione continua, con una precisa identità sonora e visiva e una comunicazione social che rifugge la seriosità spesso associata all’indie italiano. Qui, tra storie di quartiere, riferimenti popolari e trovate surreali, la romanità non è una cartolina da vendere ai turisti, ma un modo di stare al mondo.
Chi è Maicol Clacson? Una penna tra asfalto e cantautorato
Dietro il nome si nasconde Mario Zocchi, autore che sceglie di osservare Roma dal basso, lontano dai monumenti e dalle narrazioni rassicuranti della capitale. Il suo territorio è quello dei vialoni, dei palazzi popolari, delle abitudini quotidiane e delle contraddizioni che attraversano la provincia. Una dimensione che trova nel folk una base espressiva naturale, ma che guarda anche alle ritmiche urban e all’immediatezza dell’indie contemporaneo.
L’obiettivo non è reinventare la romanità a colpi di nostalgia, né limitarsi a riproporre lo stornello in una veste aggiornata. È piuttosto trovare un linguaggio capace di restituire la vitalità di questi luoghi senza trasformarli in caricature. In questo senso, l’ironia diventa parte integrante del progetto: uno strumento per raccontare la realtà con leggerezza, senza rinunciare alla sua componente più ruvida.
Il risultato è un’identità che punta sulla riconoscibilità, ma lascia spazio alla sperimentazione. La musica e la comunicazione procedono sullo stesso binario: un equilibrio tra autenticità popolare, energia contemporanea e una sana insofferenza per le pose da artista tormentato.
«RAMBO»: il primo mattone del cantiere musicale
Il prossimo appuntamento discografico è fissato per il 26 novembre 2026, data annunciata per l’uscita di «RAMBO», primo singolo ufficiale del progetto. Il brano rappresenta il punto di partenza di un percorso pensato non come una pubblicazione isolata, ma come una sequenza di 16 capitoli destinati ad ampliare progressivamente l’universo di NON SUONO Maicol Clacson.
La strategia prevede infatti una nuova canzone al mese, con le successive uscite «Giannetto er miccia» e «Cozza» già indicate come tappe del percorso. Una scelta che risponde alle logiche della distribuzione digitale, certo, ma che può diventare anche una forma di racconto: ogni singolo aggiunge un tassello, mentre il pubblico segue l’evoluzione del progetto.
In un mercato in cui gli artisti indipendenti devono trovare un equilibrio tra scrittura, promozione e visibilità, la continuità può fare la differenza. Il rischio è trasformare la musica in una catena di montaggio; l’opportunità, invece, è costruire un dialogo costante con chi ascolta. La sfida per Zocchi sarà mantenere la personalità dei brani al centro, evitando che il calendario delle uscite finisca per dettare il ritmo alla creatività.
Caschetti gialli, Peppa Pig e l’estetica del cantiere

Se la musica definisce il territorio, l’immaginario visivo è ciò che rende il progetto immediatamente riconoscibile. Sul sito ufficiale, intitolato significativamente Work in Progress, il mondo di NON SUONO Maicol Clacson prende la forma di un cantiere interattivo, tra cartelli stradali, attrezzi, riferimenti romani e un’estetica volutamente giocosa. Il motto è chiaro: lavori in corso, senza una data di consegna definitiva.
Su Instagram, la stessa filosofia si traduce in caschetti gialli, fotomontaggi e richiami surreali alla cultura pop, compresi quelli a Peppa Pig. Il contrasto tra l’immaginario ruvido della periferia e l’assurdità dei contenuti genera una comunicazione ironica, lontana dalla consueta promozione musicale fatta di pose studiate e annunci solenni.
È una scelta che ha anche una funzione pratica: trasformare il lancio di un singolo in una storia da seguire, alimentata da anticipazioni, contenuti collaterali e nuovi appuntamenti. Il cantiere di via Durando diventa così il filo conduttore di una narrazione in cui la musica non è separata dalla sua rappresentazione.
Una scena da costruire insieme
Il progetto si apre anche al dialogo con altre realtà underground, tra cui Breathing Tales e Mastro Zeneca, in un contesto creativo che prova a fare della collaborazione un’estensione naturale del proprio percorso.
Ed è proprio qui che NON SUONO Maicol Clacson può giocarsi una carta interessante: non limitarsi a raccontare la periferia, ma costruire attorno a essa un linguaggio condiviso. L’urban-folk, in questa prospettiva, non è soltanto un’etichetta di genere. È un punto d’incontro tra storie locali, sensibilità differenti e un modo di fare musica che non ha bisogno di lucidare ogni spigolo per risultare credibile.
La vera prova arriverà con le uscite discografiche: sarà la scrittura, insieme alla capacità di dare a ogni brano una personalità distinta, a stabilire se il progetto riuscirà a trasformare la propria intuizione in un percorso duraturo.
Micsugliando seguirà il cantiere, un mattone alla volta. L’idea è accompagnare il calendario delle uscite con approfondimenti mensili dedicati ai brani, ai testi e all’evoluzione del progetto, osservando da vicino ciò che accade quando una narrazione di provincia incontra le possibilità della musica indipendente contemporanea.
Perché, in fondo, non tutte le strade portano al centro. Alcune attraversano i palazzi, passano per Pomezia e arrivano dritte in cuffia. E certe volte, per farsi sentire, non serve suonare il clacson.
Scopri il progetto sul sito ufficiale di NON SUONO Maicol Clacson, tra musica, video e aggiornamenti dal cantiere.
WALTER TASSAU
