LA CLASSE DIRIGENTE Termini Per Una Resa

 

La Classe Dirigente è una band catanese formatosi nel 2024. All’inizio si chiamavano Nadiè ed è
con questo nome che pubblicano nel 2011 il loro primo album, completamente autoprodotto e
intitolato Questo Giorno Il Prossimo Anno. Il disco riscuote i favori della critica e viene giudicato il
miglior album d’esordio da varie riviste specializzate.

Sull’abbrivo di questi riconoscimenti il gruppo va in tour in Italia dividendo il palco con Max Gazzé, Verdena, Afterhours e Tre Allegri Ragazzi Morti. Grazie a questa intensa attività live, il gruppo si aggiudica diversi festival nazionali e premi della critica. Nel 2017 pubblicano il secondo album per l’etichetta Terre Sommerse/La
Chimera Dischi intitolato Acqua Alta A Venezia da cui viene tratto il singolo La Bionda Degli Abba
con annesso videoclip. Nel 2024 cambiano il nome diventando La Classe Dirigente ed entrano in
studio per registrare il loro primo album d’esordio (ma terzo se si considerano i due precedenti)
intitolato Termini Per Una Resa, pubblicato per la Vrec/Audioglobe e uscito il 7 marzo 2025.

A questo punto la line-up è composta da Gianni Scuderi (voce, chitarra, piano), Alfio Musumeci
(batteria), Francesco Gueli (chitarra) e Giampiero Leone (basso). Sorretti dai testi intelligenti e
profondi di Scuderi, il sound della band è essenzialmente un pop cantautorale (il cui riferimento
più ovvio è l’art-rock di Mango) che somma 3 (o forse 4) filoni stilistici: il dark pop dei Cure più
maturi (L’Ultima Lezione, Il Giorno Di Un Altro su melodia fluida con finale vibrante ed epico), il
prog-rock da quello lambiccato dei Pavlov’s Dog (Il Tuo Mondo 20×20 per archi, voce e chitarra) a
quello psichedelico e reboante dei Simple Minds (Di Lunedì costruito su una melodia ariosa ed
epica e propulso da una ritmica in tempi dispari) e al pop umile e romantico che rovescia
completamente il paradigma del pop classico e sfarzoso dei Beach Boys (ecco il quarto filone
stilistico). L’effetto è composito: contrappunti e melodie per colpire al cuore, ballate pop
sufficientemente eccentriche da alterarne lo sfarzo e da eliminarne ogni sospetto di grandezza,
evoluzione della canzone volutamente irregolare per obnubilare l’ascoltatore e disorientarlo:
soprattutto l’uso delle tastiere classicheggiante (la sonata per piano, archi e voce di Conosci Te
Stesso) o cameristico (il deliquio pianistico di Mai Abbastanza che ricorda la metafisica tristezza
degli Idaho e dei Red House Painters prima di affondare in un maelstrom sonico di chitarre e lo
psicodramma tragico e maniacale di Francesco Ha Abbandonato che riesuma il pathos tragico e
ritualistico di Disintegration dei Cure fine anni Ottanta). Gli arrangiamenti mettono in risalto
un’approccio e una coscienza musicale che assume una valenza anti-mitologica impegnata non a
celebrare la vita emotiva di un titano ma quella di un giovane timido e introverso. Le partiture
allucinate e nello stesso tempo riservate traboccano di citazioni di musiche altrui come se i
continui omaggi all’atmosfera gioiosa degli anni Sessanta (la melodia psichedelica ed ariosa per
archi e chitarra di Salutarsi), o a quella rabbiosa e virile degli anni Novanta (il grunge pop di
Conosco Bene il Karate alla Smashing Pumpkins) fossero l’equivalente di un saggio sul post-
modernismo musicale il cui apice è intelligentemente presentato nel brano di apertura Pronti
Consistenza Via che stende un ponte fra il dark pop dei Cure e il prog-rock cerebrale dei King
Crimson. Le sonorità raffinate e calcolate della band esprimono la quintessenza dell’onirico in
musica producendo ballate delicate e persino imploranti ma nascondendo le terribili nevrosi di
uno psicotico e amplificando la lezione del Neil Young più elettrico. La produzione è stata affidata
a Toni Carbone fino alla sua prematura morte avvenuta nel 2023 e poi a Roberto Vernetti. La
copertina è un’opera originale dell’illustratrice Serena Giaimé.

di Alfredo Cristallo

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