SETTE PASSI VERSO IL PREGIUDIZIO [Part 2]

 

[PART 1]

Mi ricordo benissimo un evento esclusivo, nel senso che da quel momento in poi, mi fece intendere una cosa, ero escluso dalla vita politica tantalanese. Un mio caro amico, lasciò la sua attività politica per motivi di lavoro, mi chiese di sostituirlo e perciò fece il mio nome ad una persona ben immanicata nella politica locale, la quale mi telefonò e ci sincerammo sugli ideali, ma alla domanda se avevo la tessera del partito, risposi sinceramente di “NO”; preferì dare importanza alla tessera e chiuse la comunicazione. Quel politico non mi conosceva, non sapeva che in passato avevo militato nella Federazione dei Giovani Comunisti Italiani e che il mio sudore in varie forme, contribuì alla causa del PCI. Invece di darmi l’opportunità di dimostrare gli ideali condivisi con quel nuovo partito, prevalse in lei, la logica di partito e preferì le alterne e comode poltrone. Se però, mi avesse dato l’onore di fregiarmi del titolo di “tesserato”, oggi non avrei assaporato il senso di critica interiore, e trattato con sufficienza la rabbia populista di chi si sente preso per i fondelli. Solo dopo qualche anno capii il favore che mi fece: accostarmi ad una cricca traditrice e distruttrice del “Mio Partito”, mi avrebbe certo reso cieco agli orrori d’oggi. Oggi… la disaffezione per la politica e l’assenza di una legittima obiezione, porta al primo posto il Movimento degli astenuti, dei bianchi e dei nulli. Permette alle larghe intese e successivi governi tecnici di svendere l’Italia alle corporazioni bancarie.

Adolph Menzel, Death as an Unwelcome Guest;
1844/1845

 

Un po’ alla volta e quando meno te lo aspetti. Anche se dici “Sì” oppure “No”. Bussano alla porta…

[PART 3]

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