ZERELLA Sotto Casa Tua

Zerella è una band avellinese che prende il nome dal cognome eufonico del cantautore Ciro
Zerella, nato nel 1993 ed enologo di professione che ha messo a frutto la sua raccolta di dischi e cassette da casa tua per confezionare un pop romantico e spensierato dove ogni nota e ogni passaggio sono stati studiati con cura maniacale e con processi d’arrangiamento che si sono sedimentati per anni. Il gruppo infatti si forma nel 2013 attorno a Ciro Zerella (voce), Gianluigi Pilunni (basso), Alessio Vita (chitarra) e Remo Radica (batteria). Dopo 4 anni di prove hanno cominciato a girare l’Italia nel 2017 aprendo i concerti di Marlene Kuntz, Giorgio Canali, Gazebo Penguins e Giorgio Ciccarelli. Il loro primo album Sotto Casa Tua esce per la Seahorse Recordings il 6 aprile anticipato dal singolo Nico (di cui è stato girato anche il videoclip da Ciro Rusciano). Il loro è un eccellente prodotto artigianale che riprende le suggestioni del pop degli anni Sessanta, Settanta (Lucio Battisti, Francesco De Gregori),

Ottanta (Luca Carboni) e Novanta (Tiromancino) con suoni dolci e naturali come una giornata di sole e un pizzico di languore e timidezza ingrediente necessario per dar corpo musicale alle loro canzoni intime figlie di un universo agrodolce fatto di rimpianti e nostalgie. Il loro folk pop fiabesco e dimesso è spesso sovraccaricato di suggestioni psichedeliche (i power-rock in punta di piedi di Nico vera matrice dell’album, Santiago Bernabeu, Chimica Degli Elementi, la ballata acustica di Via Vittorio Veneto nobilitata da un assolo finale sorprendentemente grunge) mentre altrove si affidano alla tradizione sanremese anni Sessanta (non certo inferiore all’epoca al Merseybeat d’oltremanica) in Prenderti O Perderti o a un inedito (e rivelatore) glitch pop (L’Attore). Le chicche di queste sonorità tenere e naif sono Brasile 1958 (suonata con perfetto ritmo brasileiro) e Hanno Preso Bob Dylan (suonata come l’avrebbe suonata il Dylan elettrico dopo il 1965) che funzionano nei testi come omaggio a eventi lontani, entusiasmanti e irripetibili (rispettivamente la nazionale brasiliana che vinse il suo primo mondiale in Svezia e ovviamente uno dei più grandi musicisti folk rock). Tutto qui ? In fondo sì.

L’operazione tentata dai Zerella è quella d’inserirsi nel filone della canzone pop con gli stessi strumenti usati non solo dai gruppi italiani ma anche da quelli stranieri: quindi melodie accattivanti e orecchiabili, soavi armonie, pulizia formale, un tocco di sentimentalismo adolescenziale: tutto questo è stato fatto, ripetiamo, non solo in Italia ma anche all’estero con le stesse dinamiche e con gli stessi risultati. Non esistono soltanto i Beatles e i Fleetwood Mac di Rumours ma anche la tradizione pop italiana ha sempre avuto qualcosa di piacevole da dire.
Perché non ricordarsi anche di Edoardo Bennato ed Roberto Vecchioni ?

di Alfredo Cristallo

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