BLUE PARROT FISHES BPF EP

I Blue Parrot Fishes sono una band di Pontedera attiva fin dal 2015. Esordirono nello stesso anno con l’EP Dylaniopolih. Grazie a quel lavoro s’imposero nel contest Soms Experience a Palaia (aprile 2015) e poi nel contest nazionale Rock Targato italiano (settembre 2015) guadagnandosi l’attenzione di pubblico e critica con il loro rock a metà fra progressive e stralunato.

Da sempre in una formazione a tre composta da Francesco Marino (voce, tastere), Franco Capecchi (chitarra) e Ravi di Tuccio (batteria), proseguirono l’avventura col singolo Tra Me E Me (2016) e con il loro primo full lenght LP Totani Su Totem (2017, con la produzione di Cristiano Santini chitarrista dei Disciplinatha) che presentava un sound più maturo alternando momenti armoniosi con momenti più rockeggianti . L’ultima produzione in ordine di tempo è l’EP BPF, uscito il 20 aprile 2018 per la Beng! Dischi.

https://gaming.youtube.com/channel/UCNgh1lFf_PHwy4sGkHBy_Lw

Il nuovo lavoro consta di 8 pezzi divisi in 4 brevi introduzioni che aprono ognuno i 4 veri e propri brani dell’album. L’EP è in realtà un concept che illustra il viaggio della vita che ognuno di noi è chiamato a compiere (nascita, crescita, rassegnazione e morte).

L’ambizioso progetto è ben accompagnato da una svolta stilistica che abbandona parzialmente le asperità dei precedenti lavori puntando su melodie che partono dal folk acustico dei Pink Floyd dei primi anni Settanta (quindi dopo la fase sperimentale del gruppo) e dal folk tenue e psichedelico dei lavori solisti di Syd Barrett. Questi brani vengono in seguito arrangiati ricorrendo a una rielaborazione e ad un mixaggio che fa largo uso dell’elettronica ma senza in effetti abbracciarla mai.

In questo processo i loro brani si avvalgono così di una costante scomposizione e ricomposizione di temi sonori rilasciando peraltro grandi varietà di nuovi odori. I temi impegnativi affrontati necessitano di volta in volta di suoni che variano fra l’onirismo e l’incubo esistenziale. Si parte con Le Grand Bleu (introdotto dai segnali radio di Porto) che propone subito il folk aggraziato e romantico di Atom Heart Mother e Meddle inframmezzato da un’occasionale scossa hard rock subito ricondotta una conclusione più raccolta e classicheggiante. Dopo l’introduzione di Fumo (voci deformate e pulsazioni radio alla Throbbing Gristle) seguono le cadenze da incubo elettronico di Fuoco (sulla falsariga di National Anthem dei Radiohead). Il passaggio successivo è Rakatabum (introdotta dalla sonata schubertiana per piano di Preludio) che con la sua struttura flessibile accoglie creativamente tracce sparse di hip hop, blues e prog-rock, risultando quindi il brano più convincente del lotto. Dopo i suoni distanti di campanelli di Brezza si chiude con la psichedelia onirica del brano finale Terra, una trance allucinata che sfiora sia il folk pop dei primi REM sia le cadenze epiche del pop onirico dei primi Radiohead. Partendo con elementi di rock umile e scarno, i Blue Parrot Fishes sono riusciti ad incollare un’infinità di minuscoli dettagli per ottenere un flusso di eleganti suoni gradevoli. Alla line-up tradizionale si è aggiunto per questo lavoro il misterioso Albert addetto all’intelligenza artificiale. L’EP, finanziato con un’operazione di crowdfounding, è completamente autoprodotto.

di Alfredo Cristallo

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