DETECTIVE COOPER Detective Cooper

I Detective Cooper sono un duo sardo formatosi alla fine del 2016 in provincia di Nuoro. La line-up comprende il cantante Vincenzo Corrias e Eddy Casula che si occupa di tutti gli strumenti (synth, basso e batteria). Innamorati del cinema gotico surrealista hanno preso il nome da uno dei protagonisti principali della serie TV Twin Peaks di David Lynch, il detective FBI Dale Cooper incaricato delle indagini sull’omicidio di Laura Palmer. Il gruppo ha firmato nel 2017 un contratto per l’AreaSonica Record e il primo album omonimo è uscito a fine maggio 2017 insieme al primo singolo Let’s Talk che finito in heavy rotation su tantissime radio italiane ha regalato le prime soddisfazioni. Il secondo singolo That’s All è invece uscito nell’ottobre del 2017. Le influenze musicali dei Detective Cooper provengono essenzialmente dal synth pop e dalla dark wave della fine anni Settanta-inizio anni Ottanta: linee tenebrose e cupe oppure balletti meccanici sospesi fra romanticismo e futurismo che fungono da colonna sonora per una dissertazione sulle alienazioni e le paure dell’io interiore, un tema caro agli amanti del dark. L’album snoda quindi il suo tetro rosario aprendo col dark classicissimo di That’s All (battito meccanico e rumori d’oltretomba) e incorporando via via tanto il battito funk e soul intriso di contrappunti armonici tipico dei primi Depeche Mode (Let’s Talk, Black Frog, Black Lodge, The Game che sfoggia anche un sottofondo jazzy) quanto il ballabile gotico e soprannaturale dei Red Lorry Yellow Lorry (le progressioni lugubri di Over The Wall e Faces In Love, la dance-pop di High Flames ammantata dell’austero espressionismo delle Xmal Deutschland). Le variazioni a questo canone (che costituiscono quindi i momenti più convincenti) sono Enigma, un synth pop che sfiora la musica giocattolo, la psichedelia macabra di Nothing e soprattutto Murder In The Lake (il loro terzo singolo uscito a fine marzo 2018) un dark sintetico cantato con tono asettico che s’infila in un maelstrom di tastiere catacombali e cosmiche. Il salmo funebre di My Lady completa questa raccolta di brani che tralascia l’aspetto musicale in senso stretto (e naturalmente l’aspetto vitalistico e ribelle del rock’n’roll) affidandosi invece all’aspetto suggestivo dell’insieme. In sostanza sono gli arrangiamenti spettrali, androidi e atmosferici dare l’esatta cifra dell’album creando un’ambientazione che costituisce il fattore più saliente dell’album. Tutto considerato appare chiaro come quanto ad influenze il gruppo si sia nutrito oltre che al synth pop e al dark punk
britannico anche a quello italiano dei primi anni Ottanta: Neon, Gaznevada su tutti ma anche
Chromagain, Monuments, 2+2=5, Lisfrank, Jeunesse D’Ivoire. La riscoperta di questi gruppi minori e dimenticati, sia pure in un contesto dal sapore vintage, è il migliore e maggiore risultato ottenuto dai Detective Cooper.

di Alfredo Cristallo

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