GLI INSETTI NELL’AMBRA L’Aleph

Gli Insetti Nell’Ambra sono un gruppo bolognese nati come side project dei Ludwig Van Bologna, a loro volta derivazione di altri due gruppi, I Professionisti e Le Cose Furiose, tutti gruppi di punti dell’etichetta (totalmente) indipendente Skank Bloc Records, label italiana ma operativa prima a Zurigo e ora a Parigi. Gli Insetti Nell’Ambra esordirono nel 2016 come duo formato da Lapo “Ludwig Van Boloney”Boschi (voce, basso, chitarra ritmica, campionamenti e modulatore ad anello) e Chris”Bronkos”Bettoli (chitarra selvaggia) più una drum machine. Il loro primo album s’intitola Controllo e propone un anomalo gruppo dedito a una forma particolarmente scarna di beat garage. Due anni dopo pubblicano il secondo album intitolato L’Aleph che esce come il primo per la Skank Bloc il 3 Gennaio 2018.

A questo punto la formula originaria si è sviluppata in una tardiva quanto originale rivisitazione dei gruppi post punk inglesi più sperimentali dei tardi anni ‘70. A partire dalla distribuzione dell’album in formato cassetta (come McLaren quando produsse il maxi single Your Cassette Pet dei Bow Wow Wow nel 1980) e a tiratura limitata di sole 75 copie numerate e firmate, l’intera operazione (musicale e promozionale) ha il sapore vintage della sperimentazione, dell’etica Do It Yourself e della bizzarria stilistica (e intellettuale) dei gruppi eretici post punk. Il linguaggio musicale adottato si affida quindi ad un sound minimale, roccioso, primitivo, anarchico che valorizza tanto l’elemento esistenzialista quanto quello intellettuale dell’operazione (i testi sono pieni di riferimenti a Borges, come è ovvio, a Palazzeschi e addirittura alla fisica quantistica) e funge da sutura fra la cultura freak dell’acid rock e quella del punk: in altre parole i riferimenti alla musica aleatoria, astratta, ritualistica e orgiastica dei gruppi kraut rock (Can e Amon Duul su tutti) influenzano Gli Insetti esattamente quanto quegli stessi gruppi kraut rock avevano influenzato i gruppi post punk in termini di manipolazione sonora e di sperimentazione delle possibilità fonetiche della strumentazione usata.

Quest’ambizioso programma conduce Gli Insetti Nell’Ambra a citare in ognuno dei 7 pezzi che compongono l’album uno o due gruppi fra i più avanguardistici del post punk. Così se l’iniziale E2E4 col suo sound minaccioso e nevrotico omaggia il minimalismo sciatto dei Subway Sect (e l’autoironia svogliata degli Skiantos), le dissonanze frastagliate di Sperando omaggiano invece il minimalismo traslucido e nevrotico dei Television e gli scostamenti ritmici degli Scritti Politti (il cui primo singolo s’intitolava appunto Skank Bloc Bologna). Il gioco dei rimandi si fa più scoperto nella ballata desolata e circolare di Riflessi che ruba il giro armonico a Emilia Paranoica dei CCCP ma astutamente lo rallenta. Ancora più geniale è la tendenza a rubare ritmi boogie deturpati per creare il funk iper-dissonante di Foto così mimando le improvvisazioni acide proprio come facevano i Can. Un altro esempio di questa operazione di salvataggio e ripescaggio è il funk dub alienato alla Public Image Ltd. in Elettroni. Forse il brano più originale (perché privo di rimandi) è il post punk jazzato e monolitico della title track che affonda lentamente in una fitta selva di droni dissonanti. Si chiude con Segnali, miniatura elettronica-industriale sulle tracce dei Throbbing Gristle. Aldilà del gustoso gioco delle citazioni, in questo LP, il duo ha creato una geniale sintesi che spiega filologicamente il passaggio e il grado
d’influenza della psichedelia d’avanguardia degli anni Sessanta sull’avanguardia post-modernista degli anni Ottanta ipotizzando come il risultato di quest’operazione si possa applicare concettualmente al paesaggio musicale (inerte e decadente) di questi anni: un’operazione dunque complessa, articolata e suggestiva. L’Aleph sono 26 minuti d’ascolto ottimamente spesi. I disegni di copertina in rosa artigianale sono di Bronkos.

di Alfredo Cristallo

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