ACUSTICA Sul Fondo

Gli Acustica sono una giovane realtà del rock pisano. Si sono formati appena nel giugno del 2015 attorno al nucleo formato da Andrea Ciurli (voce, chitarra), Marco Marino (basso, cori) e Giovanni Macchi (batteria, percussioni). Hanno atteso due anni prima di far uscire il loro primo disco, due anni che hanno trascorso affinando il loro sound che poggia infatti su basi melodiche e ritmiche non convenzionali nel panorama cittadino. Si sono fatti notare nell’Underground Live Space contest di S. Giovanni Alla Vena (provincia di Pisa) e hanno fatto uscire un singolo prima di arrivare alla pubblicazione del loro primo disco che è stato pubblicato dalla Beng Dischi il 23 settembre di quest’anno ed è intitolato Sul Fondo. A differenza del nome la musica del gruppo non poggia affatto sulla musica acustica ma è sorretta anzi da una potente ritmica e da sferzate di chitarra notevoli capaci di sferrare colpi notevoli alla loro prassi compositiva che si avvicina al post rock ambientale della fine degli anni Novanta e dell’inizio del nuovo millennio. Negli otto brani che compongono l’album (per 29 minuti complessivi), gli Acustica anzi dimostrano di aver imparato alla perfezione la prassi compositiva tipica del post-rock ovvero il mix di improvvisazione/composizione dopo che queste si erano affinate nei secoli grazie alla musica classica (la fantasia) e al jazz (l’espressione libera dello strumento). Nello stesso tempo gli Acustica hanno trovato un formato che ripropone lo slo-core desolato degli Slint e dei Codeine ma lascia divagare la musica senza una meta ben precisa, in una miriade di variazioni diluita su vari temi che
creano un’atmosfera perennemente sospesa nell’attesa che succeda qualcosa (e che invece si sa che non succederà mai); da questo punto di vista è significativo come il sound degli Acustica si avvicini alle textures raffinate e shoegaze dei Catherine Wheel. Altrettanto significativamente la band ha scelto come brani d’apertura due pezzi piuttosto convenzionali come Sparirò e Basta E Avanza che sono fondamentalmente due power rock innestati su una ritmica funky allo scopo di carburare successivamente verso soluzioni più complesse e sofisticate. Il meglio infatti viene dopo con la tenue melodia psichedelica di Domani che si scioglie in volute paradisiache e lo shoegaze poliritmico ma comunque decisamente impressionista di Un Cane (che era stato il loro singolo apripista). Progredendo in questa direzione la band cesella La Pioggia E Il Resto, esercizio minimalista e tremolante che sembra aprirsi verso un crescendo epico ma viene sistematicamente bloccato dagli stop and go della chitarra: il crescendo strumentale non realizza l’esplosione dell’armonia ma anzi indulge in un fatato e fatale anticlimax melodico. Il salmo psichedelico della title track (e del suo intro strumentale Hum) conduce questo programma verso le fluttuazioni del post-rock ambientale dei Godspeed You Black Emperor. Sempre Peggio rimane invece un tipico esercizio di stile: un jazz rock alla King Crimson deflagrato da una base rap e da un assolo chitarristico finale alla Robert Fripp. In ogni caso quelli degli Acustica sono brani impeccabili che non solo possono essere utilizzati come manuale d’istruzione per musicisti post-rock ma colmano anche il margine tra due sublimi forme di musica strumentale, il folk trascendente e la musica da camera dissonante. Per essere un gruppo giovane (anche i membri sono giovanissimi) è veramente tanto. L’album è stato prodotto e registrato da Nicola Barghi agli Elfland studios di Ponsacco: Barghi appare come coautore di Basta E Avanza e anche come ospite in un paio di brani.

di Alfredo Cristallo

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