CARO VICINO DI CASA

 

Non molto tempo fa, nei pressi di una banca, avevo incontrato un vicino di casa chiaramente interessato al mio vestiario «Ciao, come va? Hai una bella camicetta lo sai?» dice «l’avrai pagata molto, e che dire dei pantaloni, in tinta con la camicia, ha anche molte tasche, ci puoi mettere molte cose, il tabacco, il portafogli e tutto il resto… ah! T’avevo visto prima a prelevare al bancomat, c’hai molti soldi eh? Stai messo proprio bene, io invece sto inguaiato…» Continuava a fissarmi dal basso verso l’alto.

Come nel gioco dello Scrabble, la mia mente già stava componendo, parola dopo parola, la risposta «In verità non ho pagato molto, la camicia la comprai in un negozio di seconda mano e francamente non ho molti soldi per potermi permettere questi pantaloni. Tu piuttosto, sei giovane, più o meno avrai 25 anni, giusto? Credo di averti visto vicino dove ho prelevato. Hai una moglie e anche lei molto giovane, già con tre figli, suppongo il più grande abbia 5 o 6 anni non di più, e il più piccolo 1 o 2, congratulazioni! Vedi, sposarsi alla vostra giovane età, mi fa capire molte cose: un figlio, potrebbe esser stato una svista, ma dato che ne avete altri due, scarto la prima ipotesi, pertanto suppongo che non sia stata una vostra scelta sposarvi, ben che meno per la moglie, perché la trovo molto silenziosa e rassegnata; abitate ancora in casa dei tuoi genitori, giusto? Sarà stata trattata da estranea, e alla mercé dei suoceri. Ma spero tanto che vi eravate davvero innamorati e che avevate tentato la fuga d’amore per poi far ritorno a casa, non è così? Mio caro buon vicino, diversamente da te, non ho avuto la scelta di non sposarmi, per certi versi sono stato obbligato a non farlo, vuoi per la mancanza di un reddito costante e soddisfacente, la difficoltà di incontrare la donna giusta, perdere tempo per corteggiarla, e quando giunge il matrimonio, è troppo tardi per fare tanti figli. C’è dell’altro, le giovani coppie italiane tanto dinamiche, crollano di fronte ai primi ostacoli unitamente ai cali passionali, e quando è troppo tardi, c’è il divorzio… che strana usanza questa, si ripara con una rottura. Ah! Ho saputo da una donna malmenata dal marito, che il divorzio non è contemplato nell’ordinamento giuridico di alcuni Paesi dell’Est, o presso culture nomadi. In sostanza, il troppo femminismo che la tua giovane moglie non conosce, è in forte contrasto con le tradizione familiari del tuo Paese d’origine. Credimi, nella nostra disgrazia, siamo stati molto fortunati, io un po’ più di te, ma solo perché non ho moglie e figli da campare. Però… tu hai un lavoretto saltuario…» Stavo per dirglielo, ma (la Legge Miranda aveva frenato la mia lingua e) ricordando che egli le avrebbe potute usare contro di me, avevo preferito dire solo sulla convenienza dei mercatini di roba usata.

«Eh! Ma intanto tu sei più ricco di me…» Così, il ragazzo mi aveva salutato con un’eco in lontanza. Mai avrei pensato di esser stato oggetto di attenzioni particolari, per il contenuto delle mie tasche e sul supposto status sociale superiore al suo. Mi ero sentito nudo di fronte a potenziali lavoretti saltuari, e persino discriminato, proprio qui, nel mio Paese.

 

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