ALL BROKEN 29 Fix

Le All Broken 29 sono un gruppo di Forcoli (comune della provincia di Pisa fra Palaia e Capannoli), formatosi nel settembre 2016 per realizzare un sogno che avevano nel cassetto fin da quando erano piccole. La line- up è un classico quartetto power rock composto da Francesca Bagnoli (chitarra, voce), Zoe Ciulli (voce solista), Aurora Morelli (basso, voce) e Rebecca Sardelli (batteria, voce). Quando si formarono Aurora e Rebecca non avevano mai imbracciato prima uno strumento e solo Francesca suonava da più di un anno.

Fu l’arrivo della cantante Zoe che aveva studiato piano per 6 anni a spingerle a iniziare a comporre le loro prime canzoni originali dando quindi maggiore impulso al progetto. Il gruppo iniziò a fare concerti nella provincia di Pisa e a partecipare a vari concorsi fra i quali il SOMS Experience (dove arrivarono in semifinale), al Talent Move e allo Shalom’s Got Talent ( dove arrivarono terze). Nel 2017 entrarono in studio per registrare il loro primo LP, intitolato Fix, che è stato pubblicato a fine settembre 2017 dalla Beng Dischi, l’etichetta di proprietà del cantante Nicola Barghi (di cui abbiamo recensito il disco Elettroshock uscito 2 anni fa). Propulso dalla voce potente e vibrante di Zoe Ciulli capace di passare rapidamente dal lamento blues, all’invettiva punk e al ritmo concitato dei rappers (esemplare il brano Dear You) ma altrettanto a suo agio nella ballata intimista alla Cat Power (Non So Scrivere Canzoni), la musica delle All Broken è fondamentalmente un power pop che riassume la foga punk delle Runaways, il sound esuberante e agrodolce delle Go Go’s (che rimangono il loro più evidente riferimento stilistico), le ballate romantiche spruzzate di tenue psichedelia delle Bangles (il jingle sangle notturno di Come To You) e il lo-fi pop delle Velocity Girl sintetizzando così di fatto circa 20 anni di rock al femminile. Un altro classico aspetto del disco è la vena nostalgica e adolescenziale che fa
capolino nei power pop cadenzati di Everything’s Wrong e Last Wave, che riprendono lo stile trascinante e post-moderno di Liz Phair. All’altro versante quello più duro e frenetico
appartengono invece il punk dinamitardo di Escape e il punk pop in sordina di I Don’t Care carico di rabbia repressa e capace di isolare contemporaneamente la violenza visionaria e la capacità melodica dei Buzzcocks. Probabilmente gli episodi più interessanti sono la ballata romantica di Nella Nostra Realtà (un intenso e sofferto scavo autobiografico) che raggruppa riff Merseybeat e ritornelli orecchiabili tanto da lambire il manierismo, e il power punk di Ciò Che Siamo (carico di ricordi adolescenziali) altrettanto romantico ma allo stesso tempo movimentato da un’incessante ritmo panzer della sezione ritmica che la chitarra di Francesca Bagnoli sviluppa in un buon ritmo dispari: sono due ottimi esempi di come sia possibile fare buona musica con strumentazione e arrangiamenti volutamente spartane e amatoriali. Probabilmente il punto debole della band è la tendenza a ripetere spesso lo stesso attacco ma sono convinto si tratti di un peccato di giovinezza che sparirà nelle prossime prove. In ogni caso le ragazze suppliscono perfettamente con la loro sincerità e semplicità. Alla produzione e alla registrazione (all’Elfland studio di Ponsacco) c’è lo stesso Nicola Barghi che dà anche una mano in un paio di brani. I brani sono tutti composti da tutte compresa l’ultima traccia Bonus che è in realtà un ringraziamento a tutti i loro collaboratori, amici, familiari e conoscenti. Anche l’artwork è delle All Broken 29 con la collaborazione di Ilaria Bolognesi.

di Alfredo Cristrallo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *