POPFORZOMBIE Popforzombie

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I Popforzombie sono una band torinese nata nel 2016 dalle ceneri di due complessi, i Subà legata alla leggendaria label indipendente Toast records di Giulio Tedeschi (con la quale avevano pubblicato 3 album in 5 anni) e i più elettronici Moivò (attivi fra Torino e Milano con due album autoprodotti e un singolo famoso come La Mia Generazione, inserito nella colonna sonora del film A/R di Marco Ponti. La nuova formazione che include Paolo “Poli” Passera (voce), Michele “Bozzi” Battaggia e Fausto “Lypocodium” Belardinelli (ambedue alla chitarra), Davide Costa (basso) e Roberto Zaffaroni (batteria).

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Nel 2016 la band è entrata nell’Andromeda Studio di Torino per registrare il loro primo album, omonimo, che è uscito il 2 giugno 2017.

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Rispetto ai due precedenti gruppi da cui provenivano i membri della band, il sound dei Popforzombie è sostanzialmente un pop pudico, discreto, a tratti brioso che riprende le melodie spensierate degli anni Sessanta con appena un filo di psichedelia. Le loro armonie che si reggono sistematicamente sull’incedere all’unisono delle due chitarre e di una ritmica possente riesumano i riff del power rock mettendoli al servizio di atmosfere che si fregiano di un senso della misura classico, ovvero di una capacità di dosare elementi eterogenei senza distruggere l’armonia, ma al contrario di fortificarla. In pratica la band ha trovato una sua formula, assolutamente interna alle dinamiche del pop con variazioni ora spigolose, ora vibranti e la applica a tutti i brani come a saggiarne il potenziale commerciale.

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I loro brani che spaziano fra il boogie allegro (Radio, il singolo scatenatissimo tratto dall’album) e quello evocativo (Lasciati Cadere), fra fiabeschi pop surreali (Bimba, Volevamo Dirvi, Le Favole Che Invento) a metà fra l’arte degli Stereolab e la più sognante e raffinata poetica di Syd Barrett, e pop facili facili da jukebox estivo (Bianco, Quello Che So, Forma E Sostanza) sono la quintessenza di uno spettro musicale tanto orecchiabile quanto vicine al Merseybeat e alle scintillanti produzioni di Phil Spector.

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I brani che si discostano dal genere dominante sono Colpevoli (un pop vibrante ed epidermico che ricorda i primi U2) e E’ Così Che Va un prog-pop con accenni psichedelici che ricorda i primi dischi delle Orme e un finale che invece ricorda la veemenza e il ritmo puntuale ed incalzante dei conterranei Subsonica (non a caso la produzione artistica è stata affidata a Rudy Di Monte, già collaboratore appunto dei Subsonica). Nel complesso il disco è gradevole, ed è anche perfettamente arrangiato ma aspettiamo con fiducia le prossime prove. Al disco ha collaborato Mario Congiu (alias El Tres). La produzione è della Vrec Music

di Alfredo Cristallo

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