POST HOC – THE WOUNDS

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È in uscita a giorni il primo album di Post Hoc, al secolo il cantante e bassista dei Pig Sitter Giuseppe Bortone.Il musicista tarantino che esercita anche la professione di medico prosegue nella sua ricerca di un pop rock profondemente indie-oriented; il tutto senza alcun cedimento intellettuale, esemplificato anche dalla scelta di voler continuare a cantare in inglese, e alzando il tiro proponendo un concept album. Dopo anni di stallo e ostracismo sembra che i concept album stiano trovando nuova linfa anche in italia. Basta pensare l’anno scorso al buon successo di critica e pubblico di “Die” di Iosonouncane. In questo caso sotto lo stetoscopio e la lente d’ingrandimento del dottor Bortone finiscono proprio le ferite – come ci suggerisce il titolo – che la vita non cessa di impartirci. Distribuito da Diavoletto Netlabel ed anticipato dal singolo Star di cui è stato girato un video che tradisce reminescenze futuristiche, recuperando in parte l’immaginario fantascientifico anni Settanta di “2001 Odissea nello spazio” e dei Rockets di “Plasteroid”. Pensiamo ai topoi del paessaggio marziano, la nebulosa… “The wounds” si compone di cinque pezzi per niente facili di cui il più riuscito appare proprio l’etereo Star, ma si lascia apprezzare anche She’s so heavy – che ricorda alcune atmosfere dei primi Underground Life – malgrado il risultato finale non sia ancora del tutto messo a fuoco. Apre in divenire buone prospettive per la seconda parte del progetto, un secondo EP che uscirà successivamente. Lodevole è comunque il tentativio di artisti come Post Hoc che, fra immense difficoltà logistiche e di promozione, continuano a perseverare nella ricerca di una personale via italica al rock indipendente che non sia solo di matrice anglosassone.

Luca Marchini

Il 16 gennaio esce per Diavoletto Netlabel  “The Wounds”, EP di esordio del songwriter pugliese Post Hoc.

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The Wounds  è il primo capitolo di un progetto di due EP che raccontano le “ferite” che segnano l’uomo nel corso della vita, rendendolo unico e da cui è necessario cogliere il meglio per poter andare avanti. Le trame di The Wounds si sviluppano tra dream rock e vampate di psichedelia.

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Post Hoc è il progetto parallelo di Giuseppe Bortone (bassista e cantante dei Pig Sitter), in Diavoletto dal 2011 con all’attivo un disco (Anamesi), un singolo dedicato a Kurt Cobain (A Colpi di Mustang, 2014)  e l’ep Bluresque (2015). Post Hoc è un progetto più scuro e più intimo, dove l’inglese fa da filtro per tirare fuori quello che c’è dentro l’autore.

 

TRACKLIST

 

  1. It’s too late
  2. The coward
  3. Star
  4. She’s so heavy
  5. Pretty Noise

 

Testi e musica di:  Post Hoc

Mixato e masterizzato da Simone Martorana e Post Hoc

Simone Martorana chitarre in 1.; cori in 4 e 5

artwork: pasa ha la gola colorata di blu 

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