HLFMN Metamorphosis EP

metamorphosis_cover

HLFMN (ovvero Half Man) è il moniker dietro cui si cela il produttore e compositore di musica elettronica Paolo Michelini (marchigiano ma trapiantato a Roma) che ha esordito nel 2014 con due album composti a pochi mesi l’uno dall’altro Half Man e Mirror in cui mescolava elettronica e strumentazione di musica orientale sovrapposte a strutture armoniche techno e dubstep. Successivamente nel 2015 ha pubblicato un EP Trust di 4 tracce concepito come un lavoro di digital-folk (non dissimile dalle operazioni musicali dei Four Tet) che tratteggia la crescita interiore dell'artista dalle tenebre alla luce. La stessa concezione (reminiscente della filosofia neoplatonica) sta alla base del suo nuovo EP pubblicato dalla Drywalk nel maggio di quest'anno e intitolato Metamorphosis che consta di 3 pezzi e 2 remix. Qui la struttura interpretativa è basata sulla riflessione della natura duale della realtà ben rappresentata dalla maschera in copertina che lascia intravedere solo metà della faccia sovrapposta ancora una volta a un processo di crescita personale sviluppata nei tre brani principali dell’EP. Così Black Tear rappresenta il distillato dell’esperienza generata dalla riflessione su vicende passate, The Self è la costruzione di una nuova personalità libera da passati condizionamenti. Flows rappresenta invece la metamorfosi costante, i flussi continui ed inesorabili del cambiamento interiore che lavora dentro sè stessi sia che sia accettato sia che venga contrastato. Musicalmente il lavoro è una rivisitazione del dream pop adattata all’era digitale, pesantemente infiltrato da ritmiche trip-hop e dub e proposto in un contesto cosmico – ambientale. Black Tear è così un mantra primordiale in slow-motion che si muove tra impalpabili cartilagini sonore, riverberi ed echi. The Self è un esempio di tenebrosa glitch tribale dove le percussioni sintetiche e i vibrafoni vengono usati per creare una sorta di colonna sonora da film horror che si evolve a poco a poco fino a sbocciare in maestosi paesaggi sonori incrociato con un tema dubstep. Flows è una melodia circolare orientaleggiante in stile koto sottolineata da una voce che passa facilmente dalle cantillazioni delle liturgie orientali ai gorgheggi acuti delle musiche rituali giapponesi. La musica di Metamorphosis è una fusione sottilmente avanguardistica di musica astratta e introversa intrisa di religiosità e misticismo, un collage sonoro che trasporta in musica il flusso di coscienza joyciano pur privandolo di qualsivoglia tragico sovratono. Tuttavie le musiche si adattano perfettamente alla trama spirituale che sottende i brani: questa stessa recensione è stata scritta tenendo conto del messaggio interpretativo del brano e di come esso veniva riportato musicalmente. I remix di Dyno (che è il produttore del disco oltre che il direttore della label Drywalk) consistono in una versione più cosmica di Black Tear e in una più trip-hop di Flows secondo una modalità di adattamento delle tracce musicali a una fruizione più chill-out music.

di Alfredo Cristallo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *